giovedì 24 settembre 2009
mercoledì 23 settembre 2009
Sono tornato...
sono tornato. son tornato a parigi. sotto un cielo che non e' il mio. sotto un orizzonte dove il mio sguardo si perde ancora a fatica. Sono tornato. Andra' bene. Come per coloro che lontani aspettano di essere in tre.
Andra' bene.
Andra' bene.
venerdì 11 settembre 2009
"benvenuto nel mondo dei pochi che hanno visto altro.."
ecco le parole che mi ha rivolto stasera Maxime, e che mi hanno forse colpito come una sorta di rivelazione tra una stazione dell' RER laggiu in basso, tra massy e bourg la reine. perche' forse mi e' ora piu' chiaro qualcosa. Il fatto di essere alla ricerca di un luogo in cui fermarsi, non e' scontato. l' esperienza di paris mi ha cambiato e continua a farlo. persino nella mia citta' natale mi sento spesso ormai un pesce fuor d'acqua. e dire che il mondo e' paese. eppure mi accorgo di non accettare piu in toto cio' che e' stato. anzi, lo accetto, ma finisco per esserne a volte infastidito. ed irrequieto cerco continuamente altro. mi chiedo dove sara' il mio altro.....
Non era un paese che uno potesse rassegnarsi, posare la testa e dire agli altri: 'Per male che vada mi conoscete. Per male che vada lasciatemi vivere'. Era questo che faceva paura.
pero anche io come il protagonista de La Luna e il Falo' anche io so che la storia della luna e dei falo' la conosco, pero solo mi sono forse gia dimenticato di saperla. e devo dire, uscire di qui, allontanarmi da Casa e' stato il primo passo che ho fatto per ritornarvi un domani. adesso lo capisco e ne sento tutto il peso, nel bene e nel male.
spero di farvi ritorno, completo.
Non era un paese che uno potesse rassegnarsi, posare la testa e dire agli altri: 'Per male che vada mi conoscete. Per male che vada lasciatemi vivere'. Era questo che faceva paura.
pero anche io come il protagonista de La Luna e il Falo' anche io so che la storia della luna e dei falo' la conosco, pero solo mi sono forse gia dimenticato di saperla. e devo dire, uscire di qui, allontanarmi da Casa e' stato il primo passo che ho fatto per ritornarvi un domani. adesso lo capisco e ne sento tutto il peso, nel bene e nel male.
spero di farvi ritorno, completo.
lunedì 24 agosto 2009
Eskerrik Asko!
Rientro da Donostia oggi per passare da paris, fare una lavatrice, constatare che la pioggia rimane con me fedele dal tragitto euskadi-frantzia, disfare la valigia rifare la valigia, ripartire per Modena/. Modena Modena stazione di Modena!!!
al momento, non c'e' che dire, e' stato un bel mese! nuovo direi, soprattutto, ed importante! dove si affinano i pensieri antichi e si maturano nuovi obiettivi. Dove ci si impara anche a conoscersi meglio!
entoces, eskerrik asko! muxu!
al momento, non c'e' che dire, e' stato un bel mese! nuovo direi, soprattutto, ed importante! dove si affinano i pensieri antichi e si maturano nuovi obiettivi. Dove ci si impara anche a conoscersi meglio!
entoces, eskerrik asko! muxu!
giovedì 13 agosto 2009
pescirossianuiorc
un bel pensiero di Lorenzo "Jovanotti" Cherubini:
L’Italia vista da lontano fa girare la testa. Da una parte c’è il fatto indiscutibile che siamo «l’Italia» e nel mondo questa parola significa ancora tanto, prima di tutto sinonimo di una certa energia creativa, di un sapere antico ma in grado di rinnovarsi continuamente senza perdere mai quel qualcosa di unico.
Sto parlando della bellezza e dell’armonia, concetti che tutti associano alle cose italiane, dal cibo al design (attenzione perché niente è per sempre e ormai quella che era una specie di esclusiva non lo è più). Gli italiani in giro per il mondo sanno farsi valere.
L’altro giorno a San Francisco ho pranzato con un importante uomo di cinema americano nemmeno quarantenne e solo a nominare Fellini o Pasolini gli si bagnavano gli occhi di lacrime. Ma l’Italia vista da lontano è anche quel paese che fa fatica a raccontarsi per quello che sta vivendo oggi, perché non se ne può più di dover ricorrere al passato per essere rilevanti fuori da casa nostra. E non se ne può più di essere all’estero e di vederli ridere sotto i baffi quando in una qualsiasi conversazione si nomina la nostra politica.
Mi sono trovato spesso a dover difendere una storia indifendibile per il semplice fatto che non mi piace che mi si parli male dell’Italia fuori dall’Italia, perché come canta Gaber anche se «non mi sento italiano» per fortuna o purtroppo lo sono e quei difetti e quei pregi, per fortuna o purtroppo, sono anche i miei. Abbiamo bisogno di un’altra storia, di nuovi valori, di più energia.
L’Italia vista da lontano fa girare la testa. Da una parte c’è il fatto indiscutibile che siamo «l’Italia» e nel mondo questa parola significa ancora tanto, prima di tutto sinonimo di una certa energia creativa, di un sapere antico ma in grado di rinnovarsi continuamente senza perdere mai quel qualcosa di unico.
Sto parlando della bellezza e dell’armonia, concetti che tutti associano alle cose italiane, dal cibo al design (attenzione perché niente è per sempre e ormai quella che era una specie di esclusiva non lo è più). Gli italiani in giro per il mondo sanno farsi valere.
L’altro giorno a San Francisco ho pranzato con un importante uomo di cinema americano nemmeno quarantenne e solo a nominare Fellini o Pasolini gli si bagnavano gli occhi di lacrime. Ma l’Italia vista da lontano è anche quel paese che fa fatica a raccontarsi per quello che sta vivendo oggi, perché non se ne può più di dover ricorrere al passato per essere rilevanti fuori da casa nostra. E non se ne può più di essere all’estero e di vederli ridere sotto i baffi quando in una qualsiasi conversazione si nomina la nostra politica.
Mi sono trovato spesso a dover difendere una storia indifendibile per il semplice fatto che non mi piace che mi si parli male dell’Italia fuori dall’Italia, perché come canta Gaber anche se «non mi sento italiano» per fortuna o purtroppo lo sono e quei difetti e quei pregi, per fortuna o purtroppo, sono anche i miei. Abbiamo bisogno di un’altra storia, di nuovi valori, di più energia.
giovedì 23 luglio 2009
io??
e io? a volte mi chiedo, continuo testardo imperterrito, a chiedermi che ci faccio qui...qui in Francia. Per cosa mi danno, per quali ragioni.
Mi chiedo sempre piu' quali saranno gli affetti che ritrovero' un giorno rientrato in Italia...un giorno. Chissa' quando dovrei piuttosto dire.
Avra' davvero senso tutto questo affannarsi per fare ricerca? Sara' realmente cio' che puo' riempire degnamente la vita di un uomo?
Mi viene in mente, a tal proposito, la poesia favola di Gianni Rodari del "Giovane gambero" che ho ancora appesa nella mia camera a Modena dai tempi della scuola dell' infanzia:
Mi chiedo sempre piu' quali saranno gli affetti che ritrovero' un giorno rientrato in Italia...un giorno. Chissa' quando dovrei piuttosto dire.
Avra' davvero senso tutto questo affannarsi per fare ricerca? Sara' realmente cio' che puo' riempire degnamente la vita di un uomo?
Mi viene in mente, a tal proposito, la poesia favola di Gianni Rodari del "Giovane gambero" che ho ancora appesa nella mia camera a Modena dai tempi della scuola dell' infanzia:
Andrà lontano?
Farà fortuna?
Raddrizzerà tutte le cose storte di questo mondo?
Noi non lo sappiamo, perché
sta ancora marcia ndo con il coraggio e la decisione del primo giorno.
Possiamo solo augurargli, di tutto
cuore: - Buon viaggio!
mercoledì 15 luglio 2009
...in Emilia la sappiamo lunga!
"Grana" e lambrusco per entrare
Al museo Cervi torna il baratto
Per lo spettacolo teatrale "Orti insorti", al Festival di Resistenza di Gattatico, è richiesto il pagamento in natura. Mertedì 21 basterà portare un pezzo di formaggio o un fiasco di vino per avere il biglietto: "E' un modo per affrontare la crisi economica e per tornare agli usi della cività contadina"
di Marco Severo
Sul palco, per il Festival teatrale di Resistenza, un “monologo con musica dal vivo e minestrone” come dice la locandina. Autrice e protagonista dello spettacolo è Elena Guerrini, in tour dal 2008 nei cortili di mezz’Italia. Musiche di Davide Orlando, cucina di Stefania Carnevali: “Sul palco ci sarà davvero una cuoca – fanno sapere dal museo – con tanto di pentolone per la zuppa da mangiare tutti insieme, alla fine della rappresentazione”. L’idea del baratto è fiorita naturalmente: “Era nelle cose – spiegano gli organizzatori del Festival - visto che ‘Orti insorti’ parla della civiltà contadina, d’un tempo in cui gli attori usavano esibirsi in cambio di generi alimentari. E poi, data la congiuntura economica sfavorevole, cosa c’è di meglio che tornare alle usanze contadine?”. Preparare il fagottino con la ricotta e le uova sode, allora. Fra una settimana si va in scena.
“Lo spettacolo – scrive la Guerrini - è nato da una ricerca sui ricordi del mi’ nonno. Lui non comprava nulla, riusava tutto e con le pannocchie di granturco insegnava a contare fino a cento ai mezzadri in Maremma”. Nel testo, mentre la Carnevali mescola e Orlando strimpella, si parla della natura che fu, dell’ambiente e del clima, delle modificazioni genetiche. Ridendo e scherzando, si introducono questioni come l’agricoltura biologica, l’a mbientalismo, la biodiversità. Oltre al progresso con le sue contraddizioni, ai peones che “invadono le strade coi suv", alle strade bianche che vanno scomparendo e a "un’epoca in cui c’erano i braccianti che si spaccavano la schiena mentre i padroni rubavano”.
Elena Guerrini, autrice di cinema e teatro, passa dall’orto e dalle sue fantasmagorie vegetali (nella locandina una sorta di rivisitazione pop di Magritte, con mele giganti e gnomi su uno sfondo genuinamente psichedelico) per approdare nel salotto letterario di Pasolini e Calvino, in un percorso di teatro civile e narrazione etica.
Fino al 25 luglio, al Museo Cervi, ci sarà l’imbarazzo della scelta tra gli appuntamenti del Festival di resitenza. Si parte il 15 con la pièce “Il mondo dei vinti”, della compagnia Casa degli Alfieri e di Faber Teater (20.30), insieme a “Canti di lotta e di protesta della tradizione popolare” di Alessio Lega (22.30). Il festival, organizzato dall’istituto Alcide Cervi con la consulenza del teatro di Pianura e la partnership della cooperativa Boorea, si concluderà sabato 25 con una “special guest”: l’eurodeputata Debora Serracchiani, l’astro nascente nella notte della speranza Pd. Nella stessa sera previsto anche lo spettacolo “Cuori di terra - Memoria per i sette fratelli Cervi”, del teatro dell’Orsa già premiato a livello nazionale, con Bernardino Bonzani e Monica Morini. L’intera rassegna unisce storia, memoria e natura nella casa che fu dei partigiani Cervi, collegando le radici della nostra cultura ai temi dell'oggi tramite il teatro. Col giusto condimento, ovvio, di fichi e lambrusco.
martedì 14 luglio 2009
OGGI, SCIOPERO!!!!!!!!!!!!!!

Adesione all'appello di Diritto alla Rete contro il DDl alfano che imbavaglia la Internet italiana".
lunedì 13 luglio 2009
Vi ho sognati, no comment ( il sogno di Lu!)
Ho sognato che c'erano Feffe, Laleo, Ele e Jhenzo, Lucio Camilla Lafra Ilflacco Cri Suka e Millecolors in una piazzetta che nonstante assomigliasse più alla Place Jourdan qui a Bruseals , purtuttavia si trovava a Parigi. Mattew pure era là ma stava di nuovo per ripartire (tanto per cambiare) e per questo motivo stava un po' distaccato, io ero in ritardo (tanto per cambiare) arrivavo da non so più quale estero e quindi stavo correndo(as usual) per andare all'appuntamento con voi per l'apero', Feffe voleva le patatine e per metà comunque anche lui era con la testa a S.Sebastian,non si sa bene se dal suo ex-maritopax, o dalla sua nuova bella, il gps ha avuto difficoltà nel reperirlo, io correvo e mi sentivo in colpa perchè sapevo che Mattew doveva ripartire, sono stata troppo felice per aver fatto in tempo per un peletto secco! Ci salutiamoabbracciamo tutti e Mattew deve ripartire ma non gli va e allora decidiamo tutti basta sempre partire, sempre via tutti, facciamo che non partiamo più e che rimaniamo tutti di base qui a Parigi. Io mi sento sollevata.
E' stato un sogno breve ed egoista lo ammetto e che per di più finisce cosi' ma in realtà, per essere meno egoistico e far sì che anche tutti i Trottolini siano felici, il finale lo possiamo modificare, ad esempio :
- Rimaniamo tutti a Parigi, a Feffe piace definitely Parigi (!!) e ci porta la sua bella rapendola da S.Sebastian
- Mattew non è triste di non ripartire e decide che in fondo ormai era tardi per prendere l'aereo e poi di fare windsurf e avere sole tutto il tempo, non gli giova più di tanto, e poi le basche sono brutte (ipse dixit e qualcuno confermo')
- Laleo completa il trasloco della sua refurtiva Luganese
- I parigini si danno una calmata e diventano piacevoli
- ...
Trottolù
PS: grazie Lu!
E' stato un sogno breve ed egoista lo ammetto e che per di più finisce cosi' ma in realtà, per essere meno egoistico e far sì che anche tutti i Trottolini siano felici, il finale lo possiamo modificare, ad esempio :
- Rimaniamo tutti a Parigi, a Feffe piace definitely Parigi (!!) e ci porta la sua bella rapendola da S.Sebastian
- Mattew non è triste di non ripartire e decide che in fondo ormai era tardi per prendere l'aereo e poi di fare windsurf e avere sole tutto il tempo, non gli giova più di tanto, e poi le basche sono brutte (ipse dixit e qualcuno confermo')
- Laleo completa il trasloco della sua refurtiva Luganese
- I parigini si danno una calmata e diventano piacevoli
- ...
Trottolù
PS: grazie Lu!
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