ripone una sostanziale fiducia nelle persone...
sono dannatamente ingenuo e disincantato a punto da pensare che le persone siano sempre positive e sincere...
doh!
domenica 7 dicembre 2008
martedì 2 dicembre 2008
lunedì 1 dicembre 2008
Agli amici che partono...per ritornare!
RUBY TUESDAY
(Jagger/Richards)
She would never say where she came from
Yesterday don't matter if it's gone
While the sun is bright
Or in the darkest night
No one knows
She comes and goes
Goodbye, Ruby Tuesday
Who could hang a name on you?
When you change with every new day
Still I'm gonna miss you...
Don't question why she needs to be so free
She'll tell you it's the only way to be
She just can't be chained
To a life where nothing's gained
And nothing's lost
At such a cost
There's no time to lose, I heard her say
Catch your dreams before they slip away
Dying all the time
Lose your dreams
And you will lose your mind.
Ain't life unkind?
Goodbye, Ruby Tuesday
Who could hang a name on you?
When you change with every new day
Still I'm gonna miss you...
(Jagger/Richards)
She would never say where she came from
Yesterday don't matter if it's gone
While the sun is bright
Or in the darkest night
No one knows
She comes and goes
Goodbye, Ruby Tuesday
Who could hang a name on you?
When you change with every new day
Still I'm gonna miss you...
Don't question why she needs to be so free
She'll tell you it's the only way to be
She just can't be chained
To a life where nothing's gained
And nothing's lost
At such a cost
There's no time to lose, I heard her say
Catch your dreams before they slip away
Dying all the time
Lose your dreams
And you will lose your mind.
Ain't life unkind?
Goodbye, Ruby Tuesday
Who could hang a name on you?
When you change with every new day
Still I'm gonna miss you...
sabato 29 novembre 2008
verso dicembre....
...si va verso dicembre.
si va verso un nuovo mese, si va verso un nuovo anno.
alcuni amici partono, non lontano ma partono. e forse altri ne arriveranno. chissa.
pero' trovare sempre persone in gamba con dl'osta an' e' menga facil..ziovigliacleder.
comunque, a n'al som menga adesa.vedram.
inzio anche io come altri un nuovo percorso. ce ne sono tanti da inziare. il problema, o diciamo, l' inghippo, e' per me, capire che cosa voglio e cosa sono.quali priorita' tengo. non svendere le mie idee. accidenti, spero di no. spero di no annaquarle come del vino sottile a star qui. ma cio che sento dentro e' cio che sono, cio che io sento di essere a volte ha poco a che vedere nel modo in cui gli altri mi percepiscono forse.pero estoi cosi! panta rei. tutto scorre. la guerra riunisce gli opposti. eraclito. spero solo che la strada che sto facendo sia buona. di non aver sbagliato. anche perche non ho ancora ben capito dove mi portera'...e questo non so se sia ancora un bene o possa al piu presto ritorcermisi contro. on verra'?
********************************
Mentre tornavo a casa, dopo aver aiutato wojtek a caricare il furgone, ho notato una cabina del telefono. Dentro, completamente circondato da cartoni protettivi, dormiva una persona, assieme a tutti i suoi effetti personali.
fuori faceva un freddo cane.
Quest' anno in tutta la Francia sono morte 250 persone senza casa. 12 sono nell' ultima settimana a parigi. Il Bois de Vincennes e' diventato nell' ultimo periodo un ricovero di fortuna per decine di sansabri. Persone che non chiedono molto..anzi forse niente, e che con io dico, una dignita' oltre ogni limite si pongono ai margini della societa', isolandosi dalla comunita' delle persone anche fisicamente.
..MA sono loro che vogliono questo? E' davvero solo la loro dignita che li spinge a tanto? Me lo chiedo sempre, quando vedo un senzatetto in metro (d'inverno con il freddo in metro tanti ovviamente) o lungo una rue a chiedere nel caso due spicci. Perche, e' la domanda che mi faccio, perche' loro devono essere costretti a vivere in questo modo misero e a volte umiliante e noi, gli altri, viviamo con ingordia ed egoismo anche le opportunita che ci sono offerte?
Eppure a volte si vedono esempi di socialita' solidale (la chiamo cosi), di umanita' tra sansabri ben piu grandi di quelle che noi "gente civile" manifesta magari con la colletta del banco alimentare sotto natale. E mi viene tenerezza, perche vedo che nonn siamo cosi diversi in fondo: che la nostra natura di animali sociali ci porta sempre in fondo a cercarci e trovarci. E queste persone davvero forti nella loro condizione di disagio economico, sanitario, a volte anche mentale, sono l'emblema di una societa', quella che pretendiamo di governare e di costruire, che sta deviando dai valori di aiuto e di generosita collettivi. Manchiamo di senso civico e di apertura nei riguardi di chi non conosciamo; manchiamo a volte di saper ascolartare cosa gli altri vorrebbero comunicare tramite diverse forme di linguaggio non necessariamente scritto o verbale. Manchiamo di pazienza.
Forse dovrei mettermi anche io ad ascoltare di piu i messaggi semplici ma dannatamente importanti che mi raggiungono.
si va verso un nuovo mese, si va verso un nuovo anno.
alcuni amici partono, non lontano ma partono. e forse altri ne arriveranno. chissa.
pero' trovare sempre persone in gamba con dl'osta an' e' menga facil..ziovigliacleder.
comunque, a n'al som menga adesa.vedram.
inzio anche io come altri un nuovo percorso. ce ne sono tanti da inziare. il problema, o diciamo, l' inghippo, e' per me, capire che cosa voglio e cosa sono.quali priorita' tengo. non svendere le mie idee. accidenti, spero di no. spero di no annaquarle come del vino sottile a star qui. ma cio che sento dentro e' cio che sono, cio che io sento di essere a volte ha poco a che vedere nel modo in cui gli altri mi percepiscono forse.pero estoi cosi! panta rei. tutto scorre. la guerra riunisce gli opposti. eraclito. spero solo che la strada che sto facendo sia buona. di non aver sbagliato. anche perche non ho ancora ben capito dove mi portera'...e questo non so se sia ancora un bene o possa al piu presto ritorcermisi contro. on verra'?
********************************
Mentre tornavo a casa, dopo aver aiutato wojtek a caricare il furgone, ho notato una cabina del telefono. Dentro, completamente circondato da cartoni protettivi, dormiva una persona, assieme a tutti i suoi effetti personali.
fuori faceva un freddo cane.
Quest' anno in tutta la Francia sono morte 250 persone senza casa. 12 sono nell' ultima settimana a parigi. Il Bois de Vincennes e' diventato nell' ultimo periodo un ricovero di fortuna per decine di sansabri. Persone che non chiedono molto..anzi forse niente, e che con io dico, una dignita' oltre ogni limite si pongono ai margini della societa', isolandosi dalla comunita' delle persone anche fisicamente.
..MA sono loro che vogliono questo? E' davvero solo la loro dignita che li spinge a tanto? Me lo chiedo sempre, quando vedo un senzatetto in metro (d'inverno con il freddo in metro tanti ovviamente) o lungo una rue a chiedere nel caso due spicci. Perche, e' la domanda che mi faccio, perche' loro devono essere costretti a vivere in questo modo misero e a volte umiliante e noi, gli altri, viviamo con ingordia ed egoismo anche le opportunita che ci sono offerte?
Eppure a volte si vedono esempi di socialita' solidale (la chiamo cosi), di umanita' tra sansabri ben piu grandi di quelle che noi "gente civile" manifesta magari con la colletta del banco alimentare sotto natale. E mi viene tenerezza, perche vedo che nonn siamo cosi diversi in fondo: che la nostra natura di animali sociali ci porta sempre in fondo a cercarci e trovarci. E queste persone davvero forti nella loro condizione di disagio economico, sanitario, a volte anche mentale, sono l'emblema di una societa', quella che pretendiamo di governare e di costruire, che sta deviando dai valori di aiuto e di generosita collettivi. Manchiamo di senso civico e di apertura nei riguardi di chi non conosciamo; manchiamo a volte di saper ascolartare cosa gli altri vorrebbero comunicare tramite diverse forme di linguaggio non necessariamente scritto o verbale. Manchiamo di pazienza.
Forse dovrei mettermi anche io ad ascoltare di piu i messaggi semplici ma dannatamente importanti che mi raggiungono.
venerdì 28 novembre 2008
Tardi...
...e' molto moltissimo tardi stanotte...
e avevo da scrivere. frasi piene.frasi dense..maturate da solo al cesso, in bicicletta, in ascensore. ora dimenticate e appannate dal computer e forse...e dico forZe dalla velata patina di alcool che mi annebbia gli occhi; la mente persa da diverso tempo..ormai irraggiungibile.
Volevo scrivere frasi forti e potenti..ma sono pensieri che andrebbero urlati con quanta piu forza in corpo. sono pensieri che neanche io so da dove escano, che ti attanagliano lo stomaco finche' non dai loro attenzione. finche non escono.
non so se etudiar o trabacar. qualcuno puo' risolvere il problema ?????
eh pali?
e avevo da scrivere. frasi piene.frasi dense..maturate da solo al cesso, in bicicletta, in ascensore. ora dimenticate e appannate dal computer e forse...e dico forZe dalla velata patina di alcool che mi annebbia gli occhi; la mente persa da diverso tempo..ormai irraggiungibile.
Volevo scrivere frasi forti e potenti..ma sono pensieri che andrebbero urlati con quanta piu forza in corpo. sono pensieri che neanche io so da dove escano, che ti attanagliano lo stomaco finche' non dai loro attenzione. finche non escono.
non so se etudiar o trabacar. qualcuno puo' risolvere il problema ?????
eh pali?
giovedì 23 ottobre 2008
Tratto da discorso pronunciato da Piero Calamandrei al III Congresso dell'Associazione a difesa della scuola nazionale (ADSN), Roma 11 febbraio 1950.
"Facciamo l'ipotesi, così astrattamente, che ci sia un partito al potere, un partito dominante, il quale però formalmente vuole rispettare la Costituzione, non la vuole violare in sostanza. Non vuole fare la marcia su Roma e trasformare l'aula in un alloggiamento per manipoli; ma vuole istituire, senza parere, una larvata dittatura. Allora, che cosa fare per impadronirsi delle scuole e per trasformare le scuole di stato in scuole di partito? Si accorge che le scuole di stato hanno il difetto di essere imparziali. C'è una certa resistenza; in quelle scuole c'è sempre, perfino sotto il fascismo c'è stata. Allora, il partito dominante segue un'altra strada (è tutta un'ipotesi teorica, intendiamoci). Comincia a trascurare le scuole pubbliche, a screditarle, ad impoverirle. Lascia che si anemizzino e comincia a favorire le scuole private. Non tutte le scuole private. Le scuole del suo partito, di quel partito. Ed allora tutte le cure cominciano ad andare a queste scuole private. Cure di denaro e di privilegi. Si comincia perfino a consigliare i ragazzi ad andare a queste scuole, perché in fondo sono migliori si dice di quelle di stato. E magari si danno dei premi a quei cittadini che saranno disposti a mandare i loro figlioli invece che alle scuole pubbliche alle scuole private. A "quelle" scuole private. Così la scuola privata diventa una scuola privilegiata. Il partito dominante, non potendo apertamente trasformare le scuole di stato in scuole di partito, manda in malora le scuole di stato per dare la prevalenza alle sue scuole private. Attenzione, questa è la ricetta. Bisogna tenere d'occhio i cuochi di questa bassa cucina. L'operazione si fa in tre modi, ve l'ho già detto: rovinare le scuole di stato. Lasciare che vadano in malora. Impoverire i loro bilanci. Ignorare i loro bisogni. Attenuare la sorveglianza e il controllo sulle scuole private. Non controllarne la serietà. Lasciare che vi insegnino insegnanti che non hanno i titoli minimi per insegnare. Lasciare che gli esami siano burlette. Dare alle scuole private denaro pubblico.
Questo è il punto. Dare alle scuole private denaro pubblico"
(in Scuola Democratica, 20 marzo 1950.)
"Cari colleghi, noi siamo qui insegnanti di tutti gli ordini di scuole, dalle elementari alle università [...]. Siamo qui riuniti in questo convegno che si intitola alla Difesa della scuola. Perchè difendiamo la scuola? [...] Difendiamo la scuola democratica: la scuola che è in funzione di questa Costituzione, che può essere strumento, perchè questa Costituzione scritta sui fogli diventi realtà [...]. La scuola, come la vedo io, è un organo "costituzionale". Ha la sua posizione, la sua importanza al centro di quel complesso di organi che formano la Costituzione. Come voi sapete (tutti voi avrete letto la nostra Costituzione), nella seconda parte della Costituzione, quella che si intitola "l'ordinamento dello Stato", sono descritti quegli organi attraverso i quali si esprime la volontà del popolo. Quegli organi attraverso i quali la politica si trasforma in diritto, le vitali e sane lotte della politica si trasformano in leggi. Ora, quando vi viene in mente di domandarvi quali sono gli organi costituzionali, a tutti voi verrà naturale la risposta: sono le Camere, il presidente della Repubblica, la Magistratura: ma non vi verrà in mente di considerare fra questi organi anche la scuola, la quale invece è un organo vitale della democrazia come noi la concepiamo. Se si dovesse fare un paragone tra l'organismo costituzionale e l'organismo umano, si dovrebbe dire che la scuola corrisponde a quegli organi che nell'organismo umano hanno la funzione di creare il sangue.[...] A questo serve la democrazia, permette ad ogni uomo degno di avere la sua parte di sole e di dignità (applausi). Ma questo può farlo soltanto la scuola, la quale è il complemento necessario del suffragio universale. La scuola, che ha proprio questo carattere in alto senso politico, perchè solo essa può aiutare a scegliere, essa sola può aiutare a creare le persone degne di essere scelte, che affiorino da tutti i ceti sociali. [...]"
Questo è il punto. Dare alle scuole private denaro pubblico"
(in Scuola Democratica, 20 marzo 1950.)
"Cari colleghi, noi siamo qui insegnanti di tutti gli ordini di scuole, dalle elementari alle università [...]. Siamo qui riuniti in questo convegno che si intitola alla Difesa della scuola. Perchè difendiamo la scuola? [...] Difendiamo la scuola democratica: la scuola che è in funzione di questa Costituzione, che può essere strumento, perchè questa Costituzione scritta sui fogli diventi realtà [...]. La scuola, come la vedo io, è un organo "costituzionale". Ha la sua posizione, la sua importanza al centro di quel complesso di organi che formano la Costituzione. Come voi sapete (tutti voi avrete letto la nostra Costituzione), nella seconda parte della Costituzione, quella che si intitola "l'ordinamento dello Stato", sono descritti quegli organi attraverso i quali si esprime la volontà del popolo. Quegli organi attraverso i quali la politica si trasforma in diritto, le vitali e sane lotte della politica si trasformano in leggi. Ora, quando vi viene in mente di domandarvi quali sono gli organi costituzionali, a tutti voi verrà naturale la risposta: sono le Camere, il presidente della Repubblica, la Magistratura: ma non vi verrà in mente di considerare fra questi organi anche la scuola, la quale invece è un organo vitale della democrazia come noi la concepiamo. Se si dovesse fare un paragone tra l'organismo costituzionale e l'organismo umano, si dovrebbe dire che la scuola corrisponde a quegli organi che nell'organismo umano hanno la funzione di creare il sangue.[...] A questo serve la democrazia, permette ad ogni uomo degno di avere la sua parte di sole e di dignità (applausi). Ma questo può farlo soltanto la scuola, la quale è il complemento necessario del suffragio universale. La scuola, che ha proprio questo carattere in alto senso politico, perchè solo essa può aiutare a scegliere, essa sola può aiutare a creare le persone degne di essere scelte, che affiorino da tutti i ceti sociali. [...]"
domenica 5 ottobre 2008
Per chi ci abita, per chi ha abitato, per chi ci viene in gita...
Sei di Modena se mangi il gnocco fritto nel caffè latte
Se vai a fare una vasca in Via Emilia sotto i portici di Sabato
Se dici va à cagher, té un ignurant, té un esen, tè un semo o zio canta... senza che
qualcuno se ne abbia a male
Se incontri per strada una Ferrari o una Maserati e non ti giri stupito a
guardarla
Se sei un canarino
Se esulti di gioia quando il Modena è in Serie A, in serie B o in serie C
Se il Lambrusco è per te il più buon vino che ci sia
Se tutte le domeniche mangi i tortellini con il brodo di cappone
Sei di Modena se dici "Dio Bo" in quasi ogni frase
se il sabato sera vai a mangiare gnocco e tigelle con gli amici
se vai a sciare al Cimoncino
Sei di Modena se il 31 gennaio vai alla "Fera ed Sanzeminian"
se almeno una volta sei salito sulla Ghirlandina
Sei di Modena se i reggiani sono delle "teste quadre"
se il derby con il Bologna è la partita più importante dell´anno
Sei di Modena se sai giocare a pallavolo
se dici ad una bella ragazza "sei una bonazza"
se vai al mare nella Riviera Romagnola
Sei di Modena se mangi ragù quasi tutti i giorni
Sei di Modena se il maiale è un´animale domestico
se vai al festival dell´Unità anche se non sei comunista
Sei di Modena se sorridi sempre a tutti
Sei di Modena se la "zeta" o la "esse" sono per te la stessa cosa
Se durante l´estate vai a mangiare il gelato alle baracchine del parco
Se il tuo mezzo di trasporto principale è la bicicletta
Se la nebbia non è poi così pericolosa...
Sei di Modena se canti "Abito fuori Modena, Modena park! Ti porterei anche in
America Ho comperato la machina apposta!"
Sei di Modena perché tè un brev ragas!!!!
Se vai a fare una vasca in Via Emilia sotto i portici di Sabato
Se dici va à cagher, té un ignurant, té un esen, tè un semo o zio canta... senza che
qualcuno se ne abbia a male
Se incontri per strada una Ferrari o una Maserati e non ti giri stupito a
guardarla
Se sei un canarino
Se esulti di gioia quando il Modena è in Serie A, in serie B o in serie C
Se il Lambrusco è per te il più buon vino che ci sia
Se tutte le domeniche mangi i tortellini con il brodo di cappone
Sei di Modena se dici "Dio Bo" in quasi ogni frase
se il sabato sera vai a mangiare gnocco e tigelle con gli amici
se vai a sciare al Cimoncino
Sei di Modena se il 31 gennaio vai alla "Fera ed Sanzeminian"
se almeno una volta sei salito sulla Ghirlandina
Sei di Modena se i reggiani sono delle "teste quadre"
se il derby con il Bologna è la partita più importante dell´anno
Sei di Modena se sai giocare a pallavolo
se dici ad una bella ragazza "sei una bonazza"
se vai al mare nella Riviera Romagnola
Sei di Modena se mangi ragù quasi tutti i giorni
Sei di Modena se il maiale è un´animale domestico
se vai al festival dell´Unità anche se non sei comunista
Sei di Modena se sorridi sempre a tutti
Sei di Modena se la "zeta" o la "esse" sono per te la stessa cosa
Se durante l´estate vai a mangiare il gelato alle baracchine del parco
Se il tuo mezzo di trasporto principale è la bicicletta
Se la nebbia non è poi così pericolosa...
Sei di Modena se canti "Abito fuori Modena, Modena park! Ti porterei anche in
America Ho comperato la machina apposta!"
Sei di Modena perché tè un brev ragas!!!!
COMUNICATO A.N.P.I. NAZIONALE
COMUNICATO A.N.P.I. NAZIONALE
In questi giorni sta uscendo nelle sale cinematografiche il film “Miracolo a Sant’Anna” del regista Spike Lee.
La storia è tratta da un libro di James McBride e racconta di alcuni soldati neri della divisione Buffalo che nell’estate del 1944 hanno combattuto contro i tedeschi sulla linea gotica.
Il film parla anche della resistenza partigiana e narra del tragico eccidio che militari tedeschi hanno compiuto nel comune di Sant’Anna di Stazzema, massacrandro 560 civili, in prevalenza vecchi, donne e bambini.
Questa vicenda si inserisce a grandi lettere nella storia della occupazione nazista dell’Italia centro nord e fa parte del tributo di sangue che la popolazione civile e i partigiani hanno conferito alla liberazione d’Italia.
Il giorno 28 febbraio 1970 al Comune di Stazzema è stata attribuita la medaglia d’oro al valor militare.
Non è compito dell’ANPI formulare giudizi sul film, sul suo valore storico e cinematografico: la storia è liberamente tratta da un libro che somma dati storici all’opera della fantasia dell’autore.
In questo particolare momento politico, l’ANPI Nazionale rileva tuttavia l’importanza della ricostruzione di un periodo così drammatico della storia d’Italia a cui viene dato rilievo e conoscenza nazionale e internazionale.
Il dato storico accertato, anche da sentenze del Tribunale Militare, è che il massacro di Sant’Anna di Stazzema fu esclusivamente dovuto a precise condotte e responsabilità dell’occupante nazista e di ciò ne viene dato atto nei titoli del film.
La memoria delle persone e degli eventi che hanno consentito all’Italia di divenire un paese democratico è patrimonio di tutti gli italiani: ogni contributo al perpetuarsi del ricordo è utile e necessario.
Presidente Nazionale
Tino Casali
Vice Presidente Nazionale Vicario
Raimondo Ricci
Roma, 01 ottobre 2008
(fonte: www.anpi.it)
In questi giorni sta uscendo nelle sale cinematografiche il film “Miracolo a Sant’Anna” del regista Spike Lee.
La storia è tratta da un libro di James McBride e racconta di alcuni soldati neri della divisione Buffalo che nell’estate del 1944 hanno combattuto contro i tedeschi sulla linea gotica.
Il film parla anche della resistenza partigiana e narra del tragico eccidio che militari tedeschi hanno compiuto nel comune di Sant’Anna di Stazzema, massacrandro 560 civili, in prevalenza vecchi, donne e bambini.
Questa vicenda si inserisce a grandi lettere nella storia della occupazione nazista dell’Italia centro nord e fa parte del tributo di sangue che la popolazione civile e i partigiani hanno conferito alla liberazione d’Italia.
Il giorno 28 febbraio 1970 al Comune di Stazzema è stata attribuita la medaglia d’oro al valor militare.
Non è compito dell’ANPI formulare giudizi sul film, sul suo valore storico e cinematografico: la storia è liberamente tratta da un libro che somma dati storici all’opera della fantasia dell’autore.
In questo particolare momento politico, l’ANPI Nazionale rileva tuttavia l’importanza della ricostruzione di un periodo così drammatico della storia d’Italia a cui viene dato rilievo e conoscenza nazionale e internazionale.
Il dato storico accertato, anche da sentenze del Tribunale Militare, è che il massacro di Sant’Anna di Stazzema fu esclusivamente dovuto a precise condotte e responsabilità dell’occupante nazista e di ciò ne viene dato atto nei titoli del film.
La memoria delle persone e degli eventi che hanno consentito all’Italia di divenire un paese democratico è patrimonio di tutti gli italiani: ogni contributo al perpetuarsi del ricordo è utile e necessario.
Presidente Nazionale
Tino Casali
Vice Presidente Nazionale Vicario
Raimondo Ricci
Roma, 01 ottobre 2008
(fonte: www.anpi.it)
domenica 21 settembre 2008
A Germano Nicolini, "comandante Diavolo"
In dla basa svein a Curès
andom a pianter di èlber
dop quarant'an e des ed galera
un om l'è ste tolt dal fang
e tòti cal pianti ch'i posen servir
a der a c'l om là al respir
c'al posa campèr duseint an incàra
'na volta lèber dal suspet
C'al veint e i usèe i posen purter
luntan al paroli ed la veritèe
c'as sapia in gir che c'l om là l'è ste
un dievel sol p'r i tedasc
E se po' un quelchidun dap al dumèla
l'andrà incàra a tac a sta storia
cuntela bein ai vostri anvòo
la vicenda del comandante diavolo
un om c'l'a ciapè al colpi d'un eter
perché a'n vliva mia fer la spia
a gh'è ches cl'ava pèrs quel in dal cor
ma mai dal partigian al curag
C'al veint e i usèe i posen purter
luntan al paroli ed la veritèe
c'as sapia in gir che c'l om là l'è ste
un dievel sol p'r i tedasc
andom a pianter di èlber
dop quarant'an e des ed galera
un om l'è ste tolt dal fang
e tòti cal pianti ch'i posen servir
a der a c'l om là al respir
c'al posa campèr duseint an incàra
'na volta lèber dal suspet
C'al veint e i usèe i posen purter
luntan al paroli ed la veritèe
c'as sapia in gir che c'l om là l'è ste
un dievel sol p'r i tedasc
E se po' un quelchidun dap al dumèla
l'andrà incàra a tac a sta storia
cuntela bein ai vostri anvòo
la vicenda del comandante diavolo
un om c'l'a ciapè al colpi d'un eter
perché a'n vliva mia fer la spia
a gh'è ches cl'ava pèrs quel in dal cor
ma mai dal partigian al curag
C'al veint e i usèe i posen purter
luntan al paroli ed la veritèe
c'as sapia in gir che c'l om là l'è ste
un dievel sol p'r i tedasc
La pinaura dei 7 fratelli
E terra, e acqua, e vento
Non c'era tempo per la paura,
Nati sotto la stella,
Quella più bella della pianura.
Avevano una falce
E mani grandi da contadini,
E prima di dormire
Un padrenostro, come da bambini.
Sette figlioli, sette,
di pane e miele, a chi li do?
Sette come le note,
Una canzone gli canterò.
E pioggia, e neve e gelo
e vola il fuoco insieme al vino,
e vanno via i pensieri
insieme al fumo su per il camino.
Avevano un granaio
e il passo a tempo di chi sa ballare,
di chi per la vita
prende il suo amore, e lo sa portare.
Sette fratelli, sette,
di pane e miele, a chi li do?
Non li darò alla guerra,
all'uomo nero non li darò.
Nuvola, lampo e tuono,
non c'e perdono per quella notte
che gli squadristi vennero
e via li portarono coi calci e le botte.
Avevano un saluto
e, degli abbracci, quello più forte,
avevano lo sguardo,
quello di chi va incontro alla sorte.
Sette figlioli, sette,
sette fratelli, a chi li do?
Ci disse la pianura:
Questi miei figli mai li scorderò.
Sette uomini, sette,
sette ferite e sette solchi.
Ci disse la pianura:
I figli di Alcide non sono mai morti.
E in quella pianura
Da Valle Re ai Campi Rossi
noi ci passammo un giorno
e in mezzo alla nebbia
ci scoprimmo commossi.
Non c'era tempo per la paura,
Nati sotto la stella,
Quella più bella della pianura.
Avevano una falce
E mani grandi da contadini,
E prima di dormire
Un padrenostro, come da bambini.
Sette figlioli, sette,
di pane e miele, a chi li do?
Sette come le note,
Una canzone gli canterò.
E pioggia, e neve e gelo
e vola il fuoco insieme al vino,
e vanno via i pensieri
insieme al fumo su per il camino.
Avevano un granaio
e il passo a tempo di chi sa ballare,
di chi per la vita
prende il suo amore, e lo sa portare.
Sette fratelli, sette,
di pane e miele, a chi li do?
Non li darò alla guerra,
all'uomo nero non li darò.
Nuvola, lampo e tuono,
non c'e perdono per quella notte
che gli squadristi vennero
e via li portarono coi calci e le botte.
Avevano un saluto
e, degli abbracci, quello più forte,
avevano lo sguardo,
quello di chi va incontro alla sorte.
Sette figlioli, sette,
sette fratelli, a chi li do?
Ci disse la pianura:
Questi miei figli mai li scorderò.
Sette uomini, sette,
sette ferite e sette solchi.
Ci disse la pianura:
I figli di Alcide non sono mai morti.
E in quella pianura
Da Valle Re ai Campi Rossi
noi ci passammo un giorno
e in mezzo alla nebbia
ci scoprimmo commossi.
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